Venerdì 12 dicembre 2025 alle ore 18:30, presso il THE FORUM Piazza del Pigneto 8a. tel. 06 270067 – presentazione incontro “Violenza di genere e cultura della difesa”; un appuntamento dedicato a capire, raccontare e prevenire la violenza di genere.

Violenza di genere e cultura della difesa

Venerdì 12 dicembre al locale The Forum, verrà presentato l’incontro “Violenza di genere e cultura della difesa”; un appuntamento dedicato a capire, raccontare e prevenire la violenza di genere a cui interverranno l’Assessore allo sport del V Municipio Marco Ricci, il Presidente e Gran Maestro dell’ASD Vizconde Kung Fu Jaime Luis Vizconde, la Giornalista dell’Huffington Post Adalgisa Marrocco, la Dirigente ACSI Nazionale Patrizia Sannino, la Psicoterapeuta Paola Coli e il Sociologo Patrizio Gemello. La Moderatrice dell’evento sarà la Dott.ssa Francesca Cubeddu dell’Università degli Studi di Tor Vergata.

E proprio alla Dott.ssa Cubeddu abbiamo posto dei quesiti sui tre temi centrali dell’incontro:

La cultura della violenza di genere e quindi cosa servirebbe per scardinare questo aspetto culturale: “Sicuramente un primo elemento di cambiamento è la creazione di una consapevolezza dei meccanismi e dei modi di violenza.
Viviamo in una società abituata alla violenza, alla guerra in cui le risposte alle problematiche sociali sono spesso estreme e violente. Siamo abituati come soggetti a percepire la violenza come parte del nostro sistema sociale e a rispondere a essa con gli stessi atteggiamenti.
Comprendere e definire che cosa sono comportamenti violenti e cosa no lo sono è il primo passo per poter creare una consapevolezza sociale e individuale.
L’ individuo risponde in base agli stimoli sociali appresi attraverso i meccanismi di interazione e di educazione.
L’ aspetto culturale che oggi facciamo ancora fatica a comprendere è il riconoscimento dell’altro come soggetto e il rispetto reciproco.
Un cambiamento possibile potrebbe avvenire solo se vi è un mutamento culturale determinato da processi di educazione che si basano sul rispetto, sulla comunicazione delle emozioni e la responsabilità delle proprie azioni. Una educazione che parta dalla scuola e che predisponga una collaborazione fra istituzioni, politica, famiglie e individui”.

La comunicazione e il linguaggio usato dai media

La comunicazione e il linguaggio usato dai media per distorcere e minimizzare la violenza di genere e come invece i Media dovrebbero trattare questo argomento: “Il linguaggio mediatico ha un grande peso a livello sociale poiché distorce la percezione sociale e contribuisce a creare situazioni di violenza e dinamiche di odio.
Rispetto alla violenza di genere vi è un ragionamento su più livelli da fare. Il primo è come è trattata la violenza, chi ha subìto violenza, chi ha inflitto violenza. La narrazione infatti non è sempre la stessa spesso si minimizza un evento o si racconta in modo distorto a seconda della situazione.
In secondo luogo è da porre attenzione ai termini utilizzati e alle modalità di narrazione che sono espresse.
Un terzo è che stampa e social hanno poi un linguaggio differente e un pubblico diverso sui quali creano influenza e con i quali interagiscono.
Quello che molte associazioni cercano di fare e anche lo stesso ordine dei giornalisti è di creare una cultura della violenza e un codice di narrazione che deve cercare di raccontare in modo reale e adeguato gli eventi dando rispetto e dignità alla vittima e cercando di informare adeguatamente il contesto sociale.
Questo permetterebbe un cambiamento. Il centro deve essere la narrazione del contesto di realtà”.

L’autodifesa

E infine l’ultimo tema dell’evento cioè l’autodifesa, la consapevolezza e il rispetto reciproco: “Parlare di autodifesa vuol dire creare una forma mentis in grado di riconoscere un’azione e una situazione tendenzialmente rischiosa o evidentemente pericolosa, in cui il difendersi è imperativo. Non essere limitato da puri aspetti tecnici/meccanici ma sviluppare un insieme di attributi marziali atti a garantire non la sopraffazione ma il controllo e la gestione di un atto violento. Per attribuiti marziali si intende la combinazione di un insieme di abilità fisiche e psicologiche necessarie a gestire in modo più efficiente possibile una azione o una situazione violenta.
Creare una cultura della difesa significa prendere una consapevolezza a livello sociale e istituzionale delle dinamiche di violenza. A livello pratico attraverso lo studio di discipline marziali che contribuiscono a creare una cultura della cura di se stessi e dell’ altro nel rispetto dei principi e dei valori e nel riconoscimento reciproco”.
Tutti questi elementi verranno trattati nell’evento del 12 novembre con gli esperti citati come il Gran Maestro Jaime Luis Vizconde con la quale la Dott.ssa Cobeddu ha risposto in collaborazione nell’ultima domanda.

Violenza di genere e cultura della difesa

Vi aspettiamo al The Forum per partecipare a questa occasione unica: un dialogo necessario per comprendere, ricordare e agire.

Come sempre, The Forum offrirà uno spazio conviviale e accogliente in cui cultura e socialità si incontrano. L’evento è a ingresso libero e sarà possibile, come di consueto, accompagnare la serata con un buon bicchiere di vino o fermarsi per la cena.