11 Febbraio 2026, presso il THE FORUM Piazza del Pigneto 8a. tel. 06 270067 – Presentazione Libro

Irene Merlo presenta il libro “Io ce l’ho fatta”

C’è chi racconta una storia e chi, invece, la attraversa fino in fondo. Irene Merlo appartiene alla seconda categoria. In Io ce l’ho fatta mette nero su bianco un percorso fatto di ostacoli, scelte coraggiose e ripartenze, trasformando un’esperienza personale in un messaggio universale di determinazione. Mercoledì 11 febbraio sarà al The Forum per presentare il suo libro: prima dell’incontro, le abbiamo rivolto alcune domande per entrare nel cuore del suo racconto e scoprire cosa significa, davvero, poter dire “ce l’ho fatta”.

 

 

Presentazione del libro

Nel libro “Io ce l’ho fatta” racconta un percorso di difficoltà e riscatto personale: quale è stato il momento più duro da trascrivere nelle pagine?

Il momento più difficile non è stato soltanto raccontare i fatti, ma rivivere le emozioni che li accompagnavano. Scrivere significa tornare lì, senza difese. Mettere nero su bianco la violenza subita e tutto ciò che lascia dentro – la paura, il senso di colpa, la solitudine, la sensazione di sentirsi invisibile – è stato doloroso, perché mi ha costretta a guardarmi con estrema sincerità.

Ci sono pagine che ho scritto con fatica, fermandomi più volte, perché ogni parola riportava a galla ferite profonde. Ma proprio quelle pagine, le più dure, sono diventa

te anche le più vere. Sono il cuore del libro, perché è da quel dolore che è iniziata la mia rinascita. Nominare la violenza, rompere il silenzio, è stato il primo passo per trasformarla in forza.

Cosa significa per lei oggi “ce l’ho fatta” e in che modo questo significato è cambiando rispetto all’inizio del suo percorso?

All’inizio “ce l’ho fatta” significava semplicemente sopravvivere, uscire dal buio, salvarmi da una situazione che mi stava annullando. Era un bisogno primario: tornare a respirare.

Oggi ha un significato molto più profondo. Vuol dire aver ritrovato la mia dignità, la mia voce e la mia libertà. Vuol dire aver trasformato una storia di violenza in una storia di consapevolezza e di rinascita.
Non è più solo una conquista personale, ma una responsabilità: mettere la mia esperienza al servizio degli altri, perché il dolore che ho attraversato possa diventare un ponte e non solo una ferita.

Se la mia storia può aiutare anche una sola persona a sentirsi meno sola, allora sì, davvero “ce l’ho fatta”.

Quale è il messaggio che vuole trasmettere soprattuto se una persona che sta attraversando una fase simile alla sua leggesse il suo scritto?

Vorrei dirle che non è sbagliata, non è debole e soprattutto non è sola. Anche quando tutto sembra perduto, dentro di noi esiste una forza che spesso non sappiamo di avere.

Il libro non vuole insegnare nulla, ma testimoniare che il cambiamento è possibile. Chiedere aiuto non è una sconfitta, è il primo passo verso la libertà. Non esistono storie senza uscita: esistono percorsi difficili che richiedono tempo, coraggio e qualcuno che ci cammini accanto.

Il mio desiderio più grande è che chiunque ascolti o legga questa storia possa riconoscersi, trovare speranza e, un giorno, pronunciare le stesse parole con convinzione: “ce l’ho fatta”. Per me questo è il significato più vero del libro.

Presentazione del libro

Vi aspettiamo al The Forum per partecipare a questa occasione unica: un dialogo necessario per comprendere, ricordare e agire.

Come sempre, The Forum offrirà uno spazio conviviale e accogliente in cui cultura e socialità si incontrano. L’evento è a ingresso libero e sarà possibile, come di consueto, accompagnare la serata con un buon bicchiere di vino o fermarsi per la cena.