26 Maggio 2026, presso il THE FORUM Piazza del Pigneto 8a. tel. 06 270067 – Presentazione Libro

Presentazione del libro “In totale libertà di scelta”

1) Nel libro affrontate il tema del fine vita attraverso storie molto intime e personali: qual è stata la motivazione che vi ha spinto a raccontarle?

La motivazione che ha spinto me e Giuseppe Lastaria a confrontarci con il tema del fine vita nasce dallessere arrivati, quasi senza accorgercene, davanti a un nostro limite. Pur trovandoci astrattamente daccordo con la causa del suicidio medicalmente assistito, ci siamo resi conto di provare un certo disagio anche solo di fronte allidea di compilare e depositare il nostro testamento biologico. Ai nostri occhi si è manifestato, forse per la prima volta con tanta chiarezza, quanto fosse ancora radicato nella società, e dentro di noi, il tabù della morte.

Lidea che una persona potesse arrivare a sceglierla con consapevolezza, non come atto di disperazione (come spesso invece accade nel caso del suicidio violento), ma come espressione estrema della propria autodeterminazione, generava in noi una profonda dissonanza. Proprio quella dissonanza ci ha spinti ad andare più a fondo, a interrogarci, a non fermarci alla superficie del nostro stesso disagio.

Per provare a scioglierlo, abbiamo scelto di ascoltare le persone che si confrontano più da vicino con questi temi, così da comprendere meglio le ragioni, le paure, i dubbi e d’altra parte il coraggio e la lucidità che attraversano certe scelte. Il libro e la scrittura, poi, sono per entrambi strumenti privilegiati di espressione e conoscenza. Tradurre in un libro di testimonianze le vite e le storie incontrate lungo questo percorso è stata, per noi, la strada più naturale da percorrere.

2) Il titolo In totale libertà di scelta” richiama il tema dellautodeterminazione: secondo voi oggi in Italia esiste davvero questa possibilità?

“In totale libertà di scelta” è una formula che abbiamo mutuato dal modello delle disposizioni anticipate di trattamento, meglio note come testamento biologico. Credo che sintetizzi il senso più profondo del diritto allautodeterminazione: la possibilità, per un individuo nel pieno delle proprie capacità di intendere, di volere e di manifestare la propria volontà, di stabilire che cosa ritenga dignitoso o meno per la propria esistenza, senza recare danno a terzi.

In Italia il tema dei diritti civili continua a farsi strada con fatica tra le istituzioni e nelle stanze del potere, forse perché esiste ancora il timore, o lincapacità, di trasmettere ai cittadini un principio fondamentale: la salvaguardia e lampliamento dei diritti civili riguardano il benessere di tutte e di tutti, non soltanto di chi si trova direttamente coinvolto in una determinata condizione.

Di contro, il dato demoscopico sembra muoversi in una direzione opposta rispetto alla lentezza della politica. La maggior parte della popolazione italiana, a prescindere dallorientamento politico o dal credo religioso, è favorevole al testamento biologico e alla sospensione dei trattamenti salvavita indesiderati, inoltre i sondaggi registrano un consenso ampio sui temi del suicidio medicalmente assistito e sull’eutanasia.

Riteniamo, dunque, che una strada verso la totale libertà di scelta sia già stata aperta. Per percorrerla fino in fondo serve però una presa di responsabilità da parte di chi governa, nel rispetto della dignità e della volontà di tutte e di tutti i cittadini.

3) Durante la scrittura avete incontrato testimonianze o esperienze che hanno cambiato il vostro punto di vista sul tema del fine vita?

Ciascuna delle testimonianze che abbiamo raccolto ha mosso dentro di noi leve diverse e, nel loro insieme, ci ha permesso di ampliare la nostra visione sui temi dellautodeterminazione nel fine vita. Che si trattasse delle esperienze dirette di chi ha scelto il suicidio medicalmente assistito o delle voci di medici, avvocati, attivisti e volontari, tutti ci hanno consegnato un patrimonio umano, etico e civile che porteremo con noi per sempre.

Dal punto di vista emotivo, l’incontro con Laura Santi, giornalista perugina che nel luglio scorso ha portato a compimento la propria vita attraverso il suicidio medicalmente assistito, dopo trent’anni di convivenza con la sclerosi multipla e dopo oltre due anni di battaglie legali per vedersi riconosciuto questo diritto, ci ha aiutati a comprendere da molto vicino gli aspetti più privati di questa scelta.

La forza indomita che abbiamo letto nei suoi occhi durante i nostri incontri, il coraggio con cui ha scelto di raccontare senza filtri la propria lotta e la propria malattia e, allo stesso tempo, il suo strenuo amore per la vita, hanno toccato le corde più profonde di entrambi.

4) Che cosa sperate rimanga ai lettori dopo aver terminato il libro?

Speriamo che ai lettori rimangano soprattutto la profonda umanità di queste storie e la consapevolezza del coraggio necessario a compiere una scelta tanto difficile, insieme allimportanza di tutelare il diritto dei più fragili ad autodeterminarsi. I diritti che possediamo non possono essere dati per scontati: vanno conosciuti, difesi, custoditi attraverso una vigilanza civile costante.

In un tempo sempre più frenetico, in cui tanta parte dellinformazione si costruisce sugli slogan e sul pensiero corto, desideriamo che questo libro possa favorire invece il pensiero lungo, lincontro profondo ed empatico con storie diverse dalle proprie, la possibilità di porsi domande nuove e di ampliare il proprio sguardo.

Per questo speriamo che i lettori possano avvicinarsi a queste voci senza pregiudizi, con disponibilità all’ascolto e alla complessità, lasciando che siano le storie, prima ancora delle opinioni, ad aprire uno spazio di riflessione.

Come sempre, The Forum offrirà uno spazio conviviale e accogliente in cui cultura e socialità si incontrano. L’evento è a ingresso libero e sarà possibile, come di consueto, accompagnare la serata con un buon bicchiere di vino o fermarsi per la cena.